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COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO SULLA TRANSAZIONE MAMMAROSA/COMUNE DI RAPINO
Data di Pubblicazione: mar 01 nov, 2011
comunicato

COMUNICATO STAMPA
Transazione Mammarosa/Comune di Rapino


Le notizie di stampa sull’iniziativa assunta dalla Procura della Corte dei Conti nei confronti dell’attuale Sindaco e degli assessori del Comune di Rapino propagandate dall’ex Sindaco Rocco Micucci, oggi consigliere di minoranza, contengono una serie di affermazioni palesemente smentite dalla documentazione agli atti del Comune.
Proprio nel parere reso il 21/05/2010 dal legale che per anni aveva assistito il Comune scelto dalla precedente amministrazione ed interpellato in sede di transazione si legge “la scelta di transigere la controversia pendente tra il Comune di Rapino e la società Mammarosa funivie può risultare conveniente per le seguenti considerazioni”, che vengono esplicitate in 4 ragioni distinte ragioni che motivano l’opportunità e la convenienza della transazione.

L’accrdo con la soc. Mamma Rosa, infatti, ha evitato al Comune il rischio, evidenziato dal predetto legale, di restituire parte del nuovo canone già incassato per l’anno 2009 e di dover risarcire gli ingenti danni pretesi da detta società: un rischio che un piccolo comune non avrebbe mai potuto sopportare.

La correttezza e la legittimità dell’operato dell’amministrazione da me presieduta sarà ampiamente dimostrata davanti ai giudici della corte dei conti. Siamo in presenza di ipotesi accusatorie che devono essere vagliate dal Giudice. Sono certo di poter fornire tutti gli elementi per far comprendere che abbiamo fatto esclusivamente gli interessi della comunità .
Infatti a fronte di un giudizio pendente in Cassazione e del blocco della stazione sciistica che avrebbe comportato gravi pregiudizi per chi opera e lavora sulla maielletta e per la collettività, abbiamo recuperato l’80% delle somme arretrate circa 203.000,00 euro, ed il 100% di quelle future relativamente al nuovo contratto di affitto (c.a 50.000,00 euro l’anno la cui durata quarantennale è stabilita dalla legge regionale n.24/2005) ), applicando esattamente il canone deliberato nel 2006 dell’Amministrazione Micucci, di 9 centesimi di euro a mQ, , ci siamo garantiti gli investimenti e abbiamo posto le basi con l’accordo di programma stipulato successivamente tra i Comuni del comprensorio e le Province di Chieti e Pescara, per una ripresa dell’intera stazione sciistica da troppi anni bloccata e in crisi.
Il compito dei pubblici amministratori non è quello di alimentare le liti e conseguentemente le spese legali che gravano comunque sui cittadini, ma di trovare soluzioni per lo sviluppo del territorio ed assicurare entrate certe alle casse comunali, lasciate vuote e gravate di debiti dalla precedente amministrazione guidata proprio da Rocco Micucci ora consigliere di minoranza.

Quanto alla necessità di gara, (che lo stesso Vice Procuratore generale sostiene non essere obbligatorio) abbiamo ampiamente dimostrato che ne sulla Maielletta, dove insistono 3 Comuni concedenti (Pretoro, Rapino, Roccamorice) , ne in altre stazioni non è mai stata fatta una gara per affittare terreni da adibire ad impianti scioviari realizzati da concessionari e nel nostro caso era pressochè impossibile farla perché gli impianti insistono solo in parte sul terreno di proprietà del Comune di Rapino e per il resto sul territorio del comune di Roccamorice che ha già rinnovato la concessione.

Quello che mi stupisce è il vero e proprio tentativo di persecuzione che porta avanti il Sig. Rocco Micucci dall’inizio del mio mandato.
E’ stata la sua Amministrazione nel 2008 a concedere per un anno i terreni (1.400.000 mq) ad un importo forfettario di euro 45.000,00 nonostante la sentenza di 1° grado del tribunale di Chieti che stabiliva in euro 126.000.000,00 il canone annuo dovuto.
Il consigliere Rocco Micucci, sembra voler orientare la sua azione politica, già sonoramente bocciata dai cittadini elettori, verso l’ossessione giudiziaria con continui esposti ed un attivismo rancoroso, di cui dovremmo chiarire i contenuti e in contorni.
Noi siamo sereni perché abbiamo sempre agito con trasparenza ed onestà e abbiamo fiducia nell’imparzialità della magistratura giudicante.
 

Rocco Cocciaglia

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